La storia del conservatorio

Dopo l’esperienza della Scuola musicale del 1887 promossa dal sindaco del tempo Giovanni Battista Monti e la fondazione del Liceo musicale nel 1929 per iniziativa di Umberto Grossi, Michele Fontevecchia e Lavinio Virgili, nel 1968 fu costituito a Fermo il Liceo musicale, fondato e diretto da Annio Giostra. Dal 1969 al 1985 ebbe luogo il Campo musicale animato da Carlo Delfrati, esperienza prolifica che ha avuto per due anni anche la collaborazione unica di Laslo Agocsy, stretto collaboratore di Zoltan Kodaly.

Dal 1978 al 1984 è stata attiva a Fermo l’Orchestre des Jeunesses Musicales sotto la direzione di Marcello Viotti. Da questa iniziativa è poi sorta nel 1986 l’Orchestra Internazionale d’Italia che si è progressivamente conquistata un proprio preciso ruolo sia in ambito nazionale che internazionale. Dall’esperienza del Campo musicale è poi sorta, nell’ottobre 1985, con un programma annuale e nel 1986 con programma biennale, la Scuola Superiore di Musicologia e Pedagogia Musicale trasformata, nel maggio 1988, in Scuola diretta a fini speciali di Musicologia e Pedagogia musicale, sotto l’egida dell’Università di Macerata, esperienza terminata nell’anno accademico 1994-95. Nel maggio 1978, a coronamento di una vocazione musicale della città che affonda le proprie radici in istituzioni storiche come la Cappella musicale Metropolitana, il Teatro dell’Aquila e la Banda cittadina, finalmente perveniva all’Amministrazione Comunale la comunicazione della delibera del Consiglio di amministrazione del Ministero della Pubblica Istruzione, ministro Mario Pedini, per l’istituzione a Fermo del Conservatorio come sede staccata del “G. Rossini” di Pesaro. Il 31 agosto 1978 l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco di allora prof. Annio Giostra, alla cui tenace passione la città deve il ruolo che si è conquistata nel settore musicale, stipulava con il Ministero della Pubblica Istruzione, nella persona del capo dell’Ispettorato per l’Istruzione artistica Berenice Quatrale, la relativa convenzione. In essa veniva ceduto allo Stato in uso gratuito il Palazzo Paccarone.

Divenuto però alla fine degli anni Ottanta praticamente inagibile, la scuola fu dislocata provvisoriamente in tre diversi edifici per approdare finalmente nel 1994 nella definitiva sede attuale. Nel maggio 1995 il Comune formula la domanda per la concessione dell’autonomia, destinando parte del fabbricato dell’ex Seminario arcivescovile in via dell’Università già consegnato nel dicembre 1994 con uso comune del cortile e dell’ingresso da via dell’Università e da via dell’Anfiteatro antico. Successivamente la legge 23 del 1996 affida la gestione ordinaria dell’istituto alla Provincia, restando al Municipio la proprietà dell’immobile. Il 20 luglio 1998 l’Istituto ottiene l’autonomia, ed il Collegio dei docenti delibera di intitolarlo a G.B. Pergolesi, per essere il musicista marchigiano universalmente più conosciuto insieme a Rossini.

La sede

L’attuale edificio sede del Conservatorio, e fino al 1950 all’incirca del Seminario, è parte di un vasto e monumentale complesso architettonico, comprendente la Chiesa del Carmine, il chiostro annesso, un’ala attigua che dà in via dell’Università e un’altra più imponente, adagiata sul lato nord del Girfalco, collina che sovrasta con la Chiesa Cattedrale tutta la città. Attualmente l’Istituto occupa quest’ultima diramazione e i due piani superiori del lato sud che s’affaccia sul chiostro. Nel 1714 il Seminario, che era subentrato ai Carmelitani soppressi da Alessandro VII nel 1658, fu quasi interamente distrutto da un incendio. Nel 1720 la fabbrica fu riparata e ampliata per interessamento dell’arcivescovo Girolamo Mattei. Nel 1740 l’arcivescovo Alessandro Borgia fece costruire un solido muraglione dalla parte del duomo, tuttora ben visibile. Finalmente con l’opera congiunta dell’arcivescovo Urbano Paracciani e del rettore Francesco Saverio Bernetti, fu realizzato nel periodo 1770-76 l’attuale ampliamento neoclassico su disegno dell’architetto Pietro Augustoni. Fu rinnovata la chiesa, costruita l’ala attuale verso il duomo e la grandiosa scala centrale su cui lavorò il marmista Andrea Ascani di S. Ippolito; capomastro fu Pietro Paglialunga (lo stesso che curò la ristrutturazione neoclassica del duomo) e sovrintendente alla fabbrica fu don Pietro Castellucci, economo del Seminario. Nel 1925 l’arcivescovo Carlo Castelli condusse a termine la sopraelevazione del corpo di fabbrica maggiore, il terzo piano dell’attuale edificio che ospita il Conservatorio. Dopo il 1950, trasferito il Seminario nella nuova sede adagiata sulla collina a nord del Girfalco, vi funzionò fino a tempi recenti la Pretura ed il Tribunale ora insediati nell’ex Collegio dei Padri Filippini di corso Cavour.

Dal 2015 la Chiesa del Carmine ospita al suo interno l’organo costruito dal maestro organaro Andrea Zeni.