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Le Epigrafi del Conservatorio

a cura di Ugo Gironacci

In questa sezione offriamo al visitatore l’opportunità di cogliere il senso di alcune lapidi disseminate in punti diversi dell’edificio che sovrastano impassibili ed enigmatiche come sfingi l’andirivieni di docenti, studenti e visitatori occasionali, sperando divengano così più parlanti e familiari.
Sono grato alla Dott. Sonia Fortuna per la cortese e puntuale traduzione delle stesse.
Per chi volesse sapere di più sulla storia dell’edificio che ora ospita il Conservatorio può consultare utilmente F. Trebbi – G.F. Guerrieri, Erezione della chiesa cattedrale di Fermo a Metropolitana, Fermo, Bacher, 1890, ora disponibile in anastatica, Fermo, Andrea Livi, 2003, pp. 102-109.

Ugo Gironacci

Iscrizione n. 1

Posta sopra la porta d’accesso al piano superiore del chiostro che ora ospita il corso di Beni culturali.

Epigrafe 1

SEMINARIUM HOC JAM DIRUTUM ILL.MUS AC R.MUS D. HJERONIMUS DE MATTHEYS ARCHIEP.US ET PRINCEPS FIRMANUS ORNARI APTARI ET IN MELIOREM FORMAM REDIGI PASTORALI AMORE MANDAVIT A.D. MDCCXX.

 

L’illustrissimo e reverendissimo signore Girolamo Mattei, arcivescovo e principe fermano, nell’anno del Signore 1720 con benevolenza pastorale fece ricostruire, allestire e riportare a maggiore splendore questo seminario, in precedenza distrutto [nel 1714 un incendio aveva distrutto quasi l’intero edificio e l’archivio].

Iscrizione n. 2

Lapide posta dirimpetto all’iscrizione n. 1

epigrafe 2

AN . MDCCCXLVI. VI . IDVS . QVINTIL . D . N . PIVS VIIII PONT MAX NE ALUMNI ECCLESIAE FIRMANAE SCHOLIS DISCIPLINARVM HIS AEDIBUS ABLATIS AN MDCCCXXXIX AD EAS CELEBRANDAS INCOMMODAE LONGAEQVE VIAE MOLESTIA AFFICERENTVR V E PHILIPPO DE ANGELIS CARD ARCHIEP PRINC DEPRECANTE INSTAVRANDAS PERPETVOQVE HEIC HABENDAS INDULSIT

AN MDCCCLIII VI KAL SEPTEMB ROGATV EIVSDEM ARCHIEP N SACRI SEMINARII VECTIGAL NONNVLLIS PRAEDIIS ADTRIBVTIS ADAVXIT

AN MDCCCLVII XVI KAL IVNIAS FIRMVM PRAESENTIA SVA EXHILARANS HUC CONCEDERE DIGNATUS ADSPECTV ADLOQVIO PEDVM OSCVLO RECTOREM DOCTORES DECVRIALES ALVMNOS BEAVIT SEQVE PENITVS CORAM PROFESSUS EST BARPTOLEMAEVS CORDELLA ARCHIDIAC TEMPLI METROP VICARIA POTESTATE ANTISTES RECTOR ALVMNORVM IMMORTALIVM BENEFICIORVM GRATAEQVE VOLVNTATIS MEMORIAM IN AEVVM PROROGANDAM CVRAVIT

 

Il giorno 10 luglio dell’anno 1846 il nostro signore e sommo pontefice Pio IX, poiché l’eminentissimo cardinale arcivescovo e principe Filippo De Angelis chiedeva che i seminaristi della Chiesa fermana non fossero gravati dalla fatica di percorrere un cammino scomodo e lungo per frequentare le lezioni trasferite da questa sede nell’anno 1839, concesse che qui queste lezioni venissero ripristinate e rimanessero per sempre.

Il giorno 27 agosto dell’anno 1853, su richiesta del medesimo nobilissimo arcivescovo, [Pio IX] dopo aver concesso alcune proprietà, aumentò le rendite del sacro seminario.

Il giorno 17 maggio dell’anno 1857 [Pio IX], rallegrando Fermo con la sua presenza, degnatosi di giungere fin qui, allietò con la persona, con le parole e con il bacio dei piedi il rettore, i dottori, i decuriali, gli alunni e prese l’impegno personalmente dal profondo del cuore.

Bartolomeo Cordella, arcidiacono della cattedrale, preposito con potere di vicario, rettore degli alunni, fece prolungare nel tempo il ricordo dei benefici immortali e della gradita volontà.

Iscrizione n. 3

Posta al pianterreno sopra la porta d’accesso alla Biblioteca del Conservatorio.

Epigrafe 3

URBANUS PARACCIANUS CARD ARCHIEP PRINCEPS FIRMANUS DOMUM AD CLERICOS INSTITUENDOS AEDIFICII PARTE SUPERIORE EXCITATA SCALIS EXSTRUCTIS GRADUBUS FACTIS E MARMORE AEDE MARIAE VIRGINIS REFECTA EXORNATA CENATIONE OPERE ARCUATO PRODUCTA IN SPLENDIOREM FORMAM RESTITUIIT INTRA SEXENNIUM IDEM BIBLIOTHECAM DEDIT

 

Urbano Paracciani, cardinale arcivescovo e principe fermano, eretto il primo piano dell’edificio, creata la scala con i gradini di marmo, ricostruita e ornata la chiesa dedicata alla Vergine Maria, elevato il refettorio con una costruzione ad archi, in sei anni riedificò con maggiore splendore la dimora destinata ai seminaristi. Donò inoltre la biblioteca.

Iscrizione n. 4

Posta nella parte superiore della scalinata centrale

Epigrafe 4

ANNO CHRISTIANO MDCCCLXVII III. KAL. MARTIAS IOANNES BOSCO FIRMI HOSPES APUD V. E. CARD. PHILIPPUM DE ANGELIS ARCHIEP. PRINC. N. SEMINARIUM H. MAGNIS EXCEPTUS LAETITIIS OPTATISSIMO ADSPECTU SUO HONESTAVIT ALUMNOS AD VIRTUTEM SANCTISSIMIS VERBIS COHORTATUS EST NUNC AUCTUS HONORE COELITUM BEATORUM VOLENS PROPITIUS USQUE ADSIT MAGISTER BONUS ET CUSTOS AN. MCMXXX

 

Il giorno 27 febbraio dell’anno cristiano 1867 Giovanni Bosco, ospite a Fermo presso l’eminentissimo cardinale Filippo de Angelis, arcivescovo e nobilissimo principe, accolto con grande gioia, onorò questo seminario con la sua graditissima persona ed esortò gli allievi alla virtù con parole santissime. Ora, assurto agli onori dei beati celesti, ci assista sempre propizio e benevolo come eccellente maestro e protettore. Anno 1930.

Iscrizione n. 5

Posta sopra la porta della stanza centrale dell’ultimo piano.

Epigrafe 5

CAROLUS CASTELLI ARCHIEPISCPUS PRINCEPS FIRMANORUM VOTA SEQUUTUS CLARISSIMI DECESSORIS ROBERTI PAPIRI QUI BONA SUA AD OPUS LEGATO RELIQUERAT HANC SACRARUM AEDIUM PARTEM CLERICIS THEOLOGIS EXCIPIENDIS NULLIS PARCENS IMPENSIS MAGNIFICE SUPERSTRUI CURAVIT ANNO MCMXXV

Carlo Castelli, arcivescovo e principe dei Fermani, secondo le disposizioni dell’illustrissimo predecessore Roberto Papiri, che aveva destinato a questo scopo i suoi beni tramite legato, fece edificare nell’anno 1925 con magnificenza e senza risparmio di mezzi questa parte del sacro edificio, destinata agli studenti di teologia.