Fenomenologia e prassi strumentale – M° Christa Butzberger

Il Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo (http://www.conservatorio.net)

in collaborazione con

l’Istituto Universitario “Sophia” di Incisa Valdarno (http://www.sophiauniversity.org/it/)

Organizza

Fenomenologia e prassi strumentale

Seminario in otto incontri

 

CHRISTA BÜTZBERGER

Docente

 

SCOPO

Il seminario Fenomenologia e prassi strumentale si propone di fornire gli strumenti per comprendere in che cosa consiste la fenomenologia posta in correlazione con la musica e soprattutto con la prassi strumentale.

Delineata, com’è noto, dal grande direttore d’orchestra romeno Sergiu Celibidache, al quale spetta il merito di aver messo con rigore scientifico questo metodo in correlazione con la musica, la fenomenologia può fornire agli studenti di musica mezzi efficaci non solo per una crescita artistico-musicale, ma anche, a livello pratico, per acquisizione della

padronanza dello strumento. Si comprenderà inoltre, come il metodo fenomenologico possa essere di fondamentale aiuto anche negli ambiti teorici, fornendo precise linee guida, che aiutano ad accedere al senso semantico dei testi proprio in correlazione con il loro contenuto di vissuto musicale.

OBIETTIVI

Sviluppo di autonomia dello studente per orientarsi nella complessità del mondo musicale.

Di là di ogni pensiero speculativo o teorico, lo studio della fenomenologia insegna ad avvicinare il mondo sonoro aperta–mente: vale a dire senza pregiudizi di origine estetica e permette dunque di liberarsi dai vincoli che ostacolano la possibilità che nasca musica. La fenomenologia pone l’accento sul vissuto: ogni cognizione acquista il suo valore soltanto se raggiunge il livello profondo dell’Erlebnis (tradotto ultimamente dalla filosofa Angela Ales Bello con ‘vivenza’ per esprimerne il modo d’attualità). Questo termine tedesco contiene la dimensione sia del vivere (in atto) e del possesso dell’evento di questo vivere, nel mentre sale, per così dire, a consapevolezza. Certamente è una dimensione interiore che tutti noi sappiamo distinguere dalla sensazione, dall’emozione, espressioni invece che sono oggigiorno utilizzate in correlazione all’arte e che rischiano di condizionare e confondere specialmente i giovani che si trovano esposti come mai prima ai molteplici stimoli esteriori, vedi la disponibilità di esempi sonori sui canali del mondo virtuale.

Il metodo fenomenologico porta a ritrovare la propria dimensione, al ‘vivere’ i suoni e i rapporti tra loro nella loro realtà. Nel momento nel quale l’esecutore (dal lat. ex-sequi = seguire da) cioè colui che e–segue, segue fedelmente ciò che sta nascendo in lui attraverso i rapporti sonori dati, univoci, legati a quell’istante, può nascere nella sua coscienza e in quella che lo sta ascoltando qualcosa che trascende ogni possibilità di avvicinamento verbale, la musica.

Nel momento storico che vuole ridurre ogni fenomeno a “mi piace” o “non mi piace”, la scuola della fenomenologia, che con rigore assoluto porta alla benefica liberazione dall’angusto vincolo del proprio gusto e apre la mente alla infinita ricchezza del mondo sonoro, offre una metodologia maieutica essenzialmente per conoscere se stessi e, di conseguenza, poteri riconoscere il capolavoro in sé.

 

STRUTTURA DEL PROGETTO

Osservazioni generali

Il seminario si articola in 8 appuntamenti di 1 giorno ciascuno, con 6 ore di lezione.

Ogni appuntamento si divide in 3 parti di 2 ore ciascuna:

  • parte teorica – espositiva (con presentazioni di diapositive, esempi audio e video)
  • esercizi per familiarizzare con i concetti esposti
  • lavoro sul repertorio degli studenti, con particolare riguardo al tema dell’incontro.

Alla fine di ogni incontro saranno forniti agli studenti degli ulteriori esercizi.

1° INCONTRO

Introduzione e nozioni preliminari

  • Che cosa è la fenomenologia? In che cosa si distingue l’approccio fenomenologico dalle tradizionali Vortragslehren, vale a dire, le differenti visioni estetiche sul modo di porgere un contenuto musicale?
  • Da Edmund Husserl a Sergiu Celibidache, un breve excursus storico.
  • Noesi e Noema. Il concetto di ‘riduzione’ in Husserl e in Celibidache.
  • Le due fondamentali domande, dalle quali parte l’indagine fenomenologica, sono:

Che cosa è il suono?

Come reagisce la coscienza umana al suono?

In questo primo incontro saranno fornite le nozioni preliminari, di ordine ontologico, sulla natura del suono e le caratteristiche della reazione della coscienza umana al suono. Inoltre si indagherà su come dal suono si arriva alla musica.

I parte: esposizione dei temi di cui sopra.

II parte: esercizi intorno al suono e i suoi rapporti; primo approccio al concetto dell’articolazione.

III parte: si cercherà di individuare insieme agli studenti, per mezzo di loro esecuzioni, quale sarebbe la prospettiva di una ulteriore indagine fenomenologica intorno al loro processo di appropriazione della partitura.

2° INCONTRO

I tre parametri strutturabili: ritmo, melodia e armonia e il concetto di ordine di priorità

Durante questo incontro saranno individuati gli strumenti a nostra disposizione per creare ordine nel materiale con il quale il musicista si confronta. Distinzione tra parametri strutturabili, quali melodico, ritmico e armonico, e parametri non strutturabili quali timbro, espressività, intensità ecc.

Elaborazione del criterio di un ‘ordine di priorità’.

I parte: esposizione.

II parte: esercizi con esempi audio per comprendere i concetti di cui sopra.

III parte: gli studenti suoneranno brani di loro scelta e si indagherà sulla praticità dell’approccio esposto durante la prima parte.

3° INCONTRO

Il parametro ritmico

Polso, ritmo, metro e la necessità dell’articolazione per creare struttura. Periodicità e forma.

La dottrina delle figure di Sergiu Celibidache e la loro applicazione in pratica.

I parte: questa parte teorica sarà elaborata insieme agli studenti con esperimenti partendo da semplici esempi.

II parte: esercizi.

III parte: indagine su esempi tratti dai brani del loro repertorio.

4° INCONTRO

Il parametro melodico

L’importanza della quinta per il fraseggio. Distribuzione della tensione come essenza del fraseggio.

Primo avvicinamento al concetto di ‘inizio nella fine – fine nell’inizio’ come essenza della forma in musica.

I parte: osservando e suonando alcune semplici melodie di canzoni popolari e dei primi numeri dal Mikrokosmos di Béla Bartók sarà messo in evidenza come l’intervallo della quinta ci possa guidare, nell’individuazione dei punti cruciali dell’avvenimento melodico: inizio – punto culminante – fine. Le tendenze, riconoscibili da noi a livello affettivo, come estroversione e introversione, permettono di individuare i propri errori di fraseggio, quelli che rendono la riduzione, nel senso di ritrovare l’inizio nella fine, impossibile.

II parte: gli studenti suoneranno sui propri strumenti vari tipi di melodie. Esercizi anche su materiale di tonalità libera e dodecafonico.

III parte: Gli studenti potranno esporre propri dubbi all’interno del loro repertorio.

5° INCONTRO

Il parametro armonico I

L’importanza della quinta per la strutturazione armonica.

Il mondo della quinta di sopra e della quinta di sotto nel vissuto. Scorrimento della tensione nei processi armonici.

L’espressione della tonalità nella cadenza.

Le cadenze.

I parte: esposizione con l’esplorazione dei concetti esposti nella sperimentazione diretta dagli studenti.

II parte: con esercizi tratti sia dal trattato di C.Ph.Em.Bach, II parte, sia dall’esemplare esposizione dei concetti fondamentali armonici di Heinz Tiessen, si sensibilizzeranno gli studenti ai processi armonici.

III parte: ulteriori esempi dal repertorio degli studenti

6° INCONTRO

Il parametro armonico II

La modulazione. Modulazione o cambio di prospettiva armonica? La necessità dell’esercizio della modulazione per apprendere a muoversi nel labirinto armonico. Individuazione e comprensione del concetto di campo neutro.

Differenza fra cadenze iniziali e cadenze finali.

I parte: Questo incontro pone l’accento sull’importanza di conoscere a fondo il processo di modulazione per potersi orientare all’interno della musica classica. Osservazioni di alcune modulazioni modello.

II parte: Esercizi sulla modulazione.

III parte: saranno presi in esame i processi modulatori all’interno del repertorio degli studenti.

7° INCONTRO

Molteplicità e il tempo in musica

Quali sono gli aspetti non strutturabili, ai quali ci possiamo sensibilizzare, che ci toccano e ci commuovono, creando quell’incanto che la musica esercita sulla nostra anima e come possiamo metterli in correlazione con ciò che possiamo strutturare invece all’interno delle partiture? In quale rapporto stanno questi aspetti con il tempo in musica?

La definizione del tempo, proposta da Sergiu Celibidache, come « la condizione che tutta la molteplicità possa essere ridotta in un uno », sarà il punto di partenza per un’indagine nel corso della quale gli studenti partecipanti al seminario potranno vivere il fatto che il tempo musicale non ha niente a che vedere con la velocità fisica, ovvero con il tempo fisicamente misurabile.

Come possiamo imparare a relazionarci a tale fatto? Come possiamo procedere nello studio a individuare il ‘tempo giusto’? Esistono delle leggi che ci permettono di orientarci? Ecco alcune delle domande alle quali cercheremo le risposte attraverso il lavoro sui brani proposti.

I parte: con metodo ‘socratico’ di domande e risposte saranno avvicinati i temi dell’incontro.

II parte: con esercizi mirati gli studenti saranno sensibilizzati ai vari parametri non strutturabili, sotto lo specifico punto di vista del ‘tempo’.

III parte: in base al loro repertorio si porranno le domande sul ‘tempo giusto’.

8° INCONTRO

Riepilogo e prospettive

In quest’ultimo incontro sarà chiesto agli studenti di formulare ulteriori domande per chiarire il lavoro svolto.

Si toccheranno gli argomenti che non è stato possibile approfondire, come polifonia, o strumentazione in una prospettiva che permetta una ulteriore indagine autonoma da parte degli studenti, partendo dai risultati conseguiti. Sono moltissimi i campi che all’interno di un simile progetto possono essere toccati soltanto di sfuggita. Saranno esaminati gli esercizi ancora non visti. Si daranno alcune indicazioni che permettono ulteriori approfondimenti. Inoltre sarà fornita un’ampia bibliografia.

CHRISTA BÜTZBERGER, pianista concertista e direttrice d’orchestra, appartiene allo stretto gruppo di diretti allievi di Sergiu Celibidache che ha dedicata la propria vita all’approfondimento e alla continuazione dell’insegnamento della fenomenologia come delineata dal maestro romeno.Appassionata didatta, unisce all’attività concertistica e didattica un intenso impegno di diffusione delle fondamentali cognizioni intorno alla musica e ai compositori.Con il suo Corso superiore di pianoforte, musica da camera e fenomenologia, la prima formazione professionale di orientamento fenomenologico, organizzato dall’Associazione ARS ET LABOR a Vignola, Vicenza e Perugia, ha contribuito allo sviluppo di competenze di oltre cento musicisti, inseriti nel mondo musicale concertistico e didattico.

E spesso chiamata per delle masterclass in conservatori e accademie internazionali.

A partire dal 2011 sviluppa i suoi progetti principalmente a Perugia, dove ha fondato anche il Trio ARS ET LABOR con il quale svolge un’intensa attività concertistica. È nata a Zurigo, dove ha svolto i primi studi musicali sotto la guida di Lilly Schwarz-Mayerhofer e Hilde Richner (pianoforte), Ottavio Corti (viola) e Edmund Farkas (musica d’insieme) e dove debutta a quattordici anni con il Concerto di Joseph Haydn.

Contemporaneamente ai suoi studi, fa parte del coro di voci bianche dell’Opera di Zurigo diretta da Ferdinand Leitner e Nello Santi.

Si è diplomata giovanissima nella classe concertistica di pianoforte di Alfred Ehrismann presso la Musikhochschule di Zurigo e Winterthur e viene subito invitata a suonare come solista nel Concerto di Schumann con l’orchestra del Musikkollegium Winterthur sotto la direzione di Heribert Esser.

Dopo aver frequentato delle masterclass con Vitalj Margulis e Vlado Perlemuter, si trasferisce nel 1980 in Italia, che diventerà il suo paese d’adozione.

Da sempre interessata alla musica da camera ha conseguito nel 1982 il diploma di perfezionamento in musica d’insieme presso l’Accademia di Santa Cecilia nella classe di Riccardo Brengola con il massimo dei voti e ha studiato privatamente con il violoncellista Franco Rossi. Christa Bützberger ha vinto numerosi concorsi, tra i quali nel 1981 il Pembaurpreis di Berna e il concorsoMigros. In seguito ha intrapreso una carriera internazionale, suonando in tutt’Europa come solista, con orchestra con direttori d’orchestra quali Clemens Dahinden, Mario Venzago, Konrad von Abel, Costantin Dumbraveanu ed altri, e come ricercata partner in vari gruppi di musica d’insieme e partner come, tra altri, Matthias Enderle, Trio d’archi Carmina, Markus Stocker, Alfred Ehrismann, Dante Milozzi, Luca Signorini, Enrico Groppo, Marco Zuccarini, Alain Meunier, Federico Agostini, Vilmos Szabadi, Wiener Streichtrio, Marianne Chen.

Dal 1981 al 2002 ha formato un duo pianistico di rara qualità con Pier Narciso Masi.

Ha suonato in sale quali la Tonhalle Zürich, la Victoria Hall Genève, Sala della Conciliazione Roma, Micat in Vertice Siena ecc. ed è stata ospite d’importanti festival come Settembre Musica Torino, Asolo Musica, Junifestwochen Zürich, Keszthely Festival, Festival di Gödöllo ecc., sempre con unanime consenso.

Nel 1987, in seguito all’incontro con Sergiu Celibidache, ha deciso di limitare la propria attività e di seguire per sette anni tutti i seminari (Università di Magonza e di Monaco) e numerose prove e concerti del maestro. Ha approfondito le sue cognizioni di composizione studiando e traducendo le opere fondamentali di Heinrich Schenker (Contrappunto I e II, Le ultime sonate di L. v. Beethoven, Der Tonwille e Das Meisterwerk in derMusik), oltre al « Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen » di C. Ph. Em. Bach.

Dal 2009 è direttrice artistica del Progetto Alessandro Scarlatti, per il quale ha realizzato in veste di direttore,oltre a varie cantate sacre e profane, l’Oratorio Il Primo Omicidio (Vicenza) e la Passio D. N. Jesu Christi secundum Joannem. Sempre all’interno dello stesso progetto ha condotto numerosi seminari di approfondimento dello stile esecutivo, soprattutto sull’opera Il Pompeo.

CALENDARIO DEL SEMINARIO

Di seguito le date degli otto incontri del Seminario:

  • 30 Novembre 2019
  • 21 Dicembre 2019
  • 18 Gennaio 2020
  • 22 Febbraio 2020
  • 7 Marzo 2020
  • 18 Aprile 2020
  • 23 Maggio 2020
  • 27 Giugno 2020

Gli orari di ogni giornata di Seminario saranno: 10.00 – 13.00, 14.00 – 17.00.

Tutti gli incontri si svolgeranno nell’ Auditorium “I. Billè”

del Conservatorio “G.B. Pergolesi”,

in via Dell’Università 16, Fermo (FM)

 

ISCRIZIONE

Tutti i partecipanti devono compilare e inviare la Domanda di iscrizione.

Ai partecipanti esterni* è richiesta una quota di iscrizione al Seminario consistente in:

totale per otto appuntamenti:

  • € 180 per iscritti over 30
  • € 100 per iscritti under 30

Il versamento dovrà avvenire esclusivamente tramite bonifico alle seguenti coordinate bancarie:

IBAN – IT61E0501802600000012434627

Intestato a – APS FOCOLARI MARCHE

presso  – BANCA POPOLARE ETICA filiale di Ancona

Causale  – “Seminario di Fenomenologia” / nome e cognome del partecipante.

La segreteria amministrativa del “Seminario di Fenomenologia e Prassi Strumentale” è affidata all’APS FOCOLARI MARCHE Via Sparapani, 329 60131 ANCONA – Codice Fiscale 93151390429.

 

*con il termine “esterni” ci si riferisce a studenti e docenti non iscritti al Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo e all’Istituto Universitario “Sophia” di Incisa Valdarno