di Paola Maurizi
Come è noto, Giulio Briccialdi veniva considerato
nell'Ottocento il “Paganini del flauto”.
Nato a Temi nel 1818, dopo essersi diplomato
al Conservatorio di S. Cecilia a soli quindici anni,
inizia una brillante attività professionale
che lo porta dapprima a suonare come “primo
flauto” nelle orchestre di teatri di molte città
italiane e poi ad operare con successo crescente nelle
principali capitali europee, da Vienna a Londra. Un'
intensa attività concertistica che lo consacra
“re del flauto” o “flutiste de première
ordre”, come si legge negli innumerevoli articoli
apparsi sui giornali dell ' epoca. Muore a Firenze
nel 1881.
Questo eccellente virtuoso, prima di
ricoprire la cattedra di flauto al Conservatorio di
Firenze (1871-1881), è stato direttore della
banda di Fermo, da1 1860, e nei medesimi anni molte
altre città marchigiane registrano la sua presenza
concertistica. Il 12 luglio 1863 suona a Fabriano;
il 14 maggio 1864 diventa Socio Onorario della Società
Rossiniana di Pesaro; il 29 Ottobre 1865 tiene un
concerto ad Ancona a favore degli orfani causati dall'epidemia
di colera della città; nell' agosto 1867 è
“primo flauto” al Teatro della Fortuna
di Fano; nel luglio 1868 è ancora “primo
flauto” al teatro di Senigallia 1. Se a Fermo
Briccialdi si sente “segregato dal mondo”,
come scrive in una lettera al collega Emanuele Krakamp
datata "Fermo, 30 Settembre 1864"2, tuttavia
riversa con generosità il suo impegno sulla
banda cittadina fino a fargli acquisire un prestigio
di cui rimarrà a lungo memorIa.
Ne è la prova quanto si legge
nel libro L 'istruzione nella provincia di Ascoli
Piceno dai tempi più antichi ai giorni nostri3:
“cessato il governo Pontificio, assunta la divisa
della Guardia Nazionale, direttore il sommo flautista
Giulio Briccialdi, acquistati dal Municipio nuovi
e buoni strumenti, la banda di Fermo divenne per i
suoi progressi reputata e nominata nelle Marche”.
E tanta è stata la fama di Briccialdi direttore
della banda di Fermo che, per tradizione orale, si
è soliti indicare ancora il fondo bandistico
della Biblioteca Comunale di Fermo come “fondo
Briccialdi”. Ultimati i “lavori in corso”
di riorganizzazione e catalogazione di questi manoscritti,
ci auguriamo che emergano le composizioni originali
o le trascrizioni bandistiche di Giulio Briccialdi4,
che comparivano nell'inventario della Banda di Fermo
redatto nel 1916 e aggiornato nel 1923: 8 pezzi originali
di opere, 31 marce, 2 marce funebri, 12 ballabili,
1 mazurca5. Oltre che straordinario flautista, ottimo
direttore di banda e impegnato organologo (inventò
un nuovo modello di flauto che per anni contese la
celebrità a quello costruito da Boehm), Giulio
Briccialdi è stato infatti anche un raffinato
compositore. Dopo la perdita dell' opera lirica Leonora
de' Medici, il suo vasto catalogo comprende: le pagine
che elaborano in forma cameristica le più celebri
arie di famose opere liriche del tempo, le tanto apprezzate
“fantasie” o “parafrasi”;
la produzione didattica, che è quella che gli
ha conservato la fama poiché alcuni degli Studi
scritti per i suoi allievi del Conservatorio di Firenze
sono stati inseriti nei programmi ministeriali obbligatori
per l' esame di compimento inferiore di flauto; e
i brani originali, che esprimono una perfetta conoscenza
tecnica ed espressiva del suo strumento e rivelano
spesso una struttura formale ben congegnata sul modello
operistico.